La trasmissione mondiale del patrimonio per geografia, fascia di patrimonio, orizzonte e fonte
Il dato sul tasso di insuccesso e che cosa significa davvero
L’affermazione secondo cui «il 70 per cento delle famiglie facoltose perde il controllo dei propri attivi entro la seconda generazione e il 90 per cento entro la terza» è divenuta canonica nella letteratura sulla trasmissione del patrimonio. Le sue origini contano, per onestà intellettuale. La cifra risale allo studio che John Ward dedicò nel 1987 a una singola coorte di 200 imprese familiari manifatturiere dell’Illinois, il quale adottava come unico criterio il passaggio o meno della proprietà familiare maggioritaria alla generazione successiva. Come documenta James Grubman (2022), Ward rilevò che circa il 30 per cento di queste imprese sopravviveva alla seconda generazione, il 13 per cento arrivava alla terza e il 3 per cento alla quarta. Il dato divulgativo secondo cui «il 70 per cento fallisce entro la seconda generazione» non è altro che l’inverso di quel tasso di continuità del 30 per cento alla seconda generazione, tratto da questo unico studio ristretto, specifico per settore e per regione, e che confonde la sopravvivenza di un’impresa con la trasmissione del patrimonio familiare. Una replica del 2011, meglio concepita, ha rilevato un risultato sostanzialmente opposto (Grubman, 2022). Le ricerche del Williams Group, condotte nell’arco di 20 anni e su 3.250 famiglie, sono metodologicamente più rigorose. Hanno confermato che l’erosione del patrimonio da una generazione all’altra è reale e diffusa, ma ne hanno collocato la causa non nell’incompetenza negli investimenti o nel rischio di mercato, bensì nella governance familiare, nella comunicazione e nella preparazione degli eredi. Ricerche recenti mettono in discussione perfino questo parametro. La piattaforma Owner.One ha rilevato un tasso medio di perdita del 34 per cento su 13.500 fondatori di capitale in 18 paesi, sostanzialmente inferiore alla soglia del 70 per cento (Owner.One, 2024). Quale che sia però la cifra precisa, l’evidenza di fondo è incontestata: le famiglie che non istituiscono strutture di governance deliberate, che non comunicano in modo trasparente su patrimonio e valori, che non investono nella preparazione della generazione emergente e che non scelgono relazioni di consulenza durevoli e di lungo periodo subiscono perdite di patrimonio e fratture familiari a tassi sostanzialmente più elevati rispetto a quelle che lo fanno. Il Continuity Compact affronta direttamente queste cause profonde.Bordier & Cie: 182 anni di continuità
Bordier & Cie affonda le proprie radici in una casa bancaria ginevrina fondata nel 1844 e porta il nome Bordier dal 1895. È stata posseduta e diretta senza interruzione da cinque generazioni della famiglia Bordier, la prima delle quali, Ami Bordier, divenne unico socio gerente nel 1895. Oggi la banca è diretta da quattro soci gerenti, Grégoire Bordier (quinta generazione), Evrard Bordier (quinta generazione), Christian Skaanild (esterno, entrato nel 2020) e Nicolas Porchet (esterno, entrato nel 2019 e nominato socio nel settembre 2026), tutti gravati da responsabilità personale illimitata per le obbligazioni della casa. Questo modello di governance ibrida, familiare più esterna, è deliberato: unisce l’impegno di amministrazione della famiglia alla disciplina professionale esterna, affrontando la sfida successoria che sconfigge molte imprese familiari. Bordier è uno dei pochi istituti svizzeri che rispondono alla definizione di «banchiere privato» prevista dal diritto svizzero. Tale qualifica ha un significato preciso: i soci gerenti impegnano a garanzia il proprio patrimonio personale illimitato e rispondono personalmente delle obbligazioni d’affari della banca. Questa struttura, SCmA (Société en Commandite par Actions) dal 30 giugno 2020, ha consentito a Bordier di preservare la responsabilità illimitata dei soci modernizzando al contempo il proprio quadro contabile e di governance. Il bilancio della banca riflette la disciplina in materia di capitale: un coefficiente Common Equity Tier 1 di circa il 30 per cento, pari a circa tre volte il requisito regolamentare, accanto a un bilancio solido e privo di debito (Bordier & Cie, 2026). Cinque generazioni di proprietà ininterrotta, la responsabilità personale illimitata dei soci gerenti, una solidità patrimoniale dimostrabilmente superiore ai minimi regolamentari e una governance ibrida deliberata (famiglia più talento esterno) sono le espressioni operative dei principi Govern ed Endure del Continuity Compact. La sopravvivenza di Bordier per 182 anni non è casuale. Riflette la forza cumulativa di una governance di lungo periodo, di relazioni di amministrazione stabili e di strutture istituzionali concepite per sopravvivere a qualunque singolo ciclo di mercato o generazione.Questa pagina è una traduzione. In caso di discrepanza tra questa versione e la versione inglese, prevale la versione inglese.

