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Il principio Endure del Continuity Compact richiede strutture giuridiche e istituzionali concepite per sopravvivere a chi prende le decisioni e ai cicli di mercato. Tre famiglie di veicoli svolgono la maggior parte di questo lavoro: i trust, le fondazioni di famiglia e le società d’investimento familiari e le strutture holding. Ciascuna separa la questione di chi possieda il patrimonio da quella di chi ne benefici e di chi decida al riguardo, e ciascuna, se ben redatta, codifica le intenzioni di una famiglia in modo che persistano senza dover essere rinegoziate a ogni transizione. La scelta tra esse è anzitutto una questione di continuità di finalità e di governance, e soltanto in secondo luogo di trattamento fiscale.

Che cosa fanno i trust

Un trust è un istituto giuridico nel quale un trustee detiene la titolarità di attivi per conto di uno o più beneficiari, gestendoli e distribuendoli secondo le istruzioni scritte del fondatore. Il suo tratto distintivo è la separazione tra proprietà giuridica e interesse beneficiario: il trustee possiede gli attivi in punto di diritto, mentre i beneficiari detengono il diritto di trarne beneficio secondo i termini dell’atto di trust. È questa separazione a consentire a un trust di proteggere gli attivi da pretese esterne, divorzi, creditori e contenziosi, permettendo al tempo stesso al disponente di definire regole che durano attraverso le generazioni. Quattro ruoli danno struttura alla maggior parte dei trust. Il disponente istituisce il trust e vi conferisce gli attivi, enunciandone la finalità fondativa. Il trustee, che può essere una persona fisica o un’istituzione, detiene e amministra gli attivi soggetto a un dovere fiduciario di agire nell’interesse dei beneficiari. Il guardiano, ove nominato, detiene poteri di vigilanza definiti, quali la facoltà di sostituire un trustee o di prestare il proprio consenso a determinate decisioni, offrendo un contrappeso al trustee senza gestire direttamente gli attivi. I beneficiari sono coloro che hanno diritto a trarne beneficio, attraverso il reddito, il capitale o distribuzioni discrezionali. I trust possono essere revocabili, consentendo al disponente di modificarli o scioglierli nel corso della propria vita, oppure irrevocabili, quando il disponente rinuncia al controllo in cambio di maggiore protezione e durabilità. Nella pianificazione multigenerazionale le strutture irrevocabili sono frequenti proprio perché è la perdita del controllo a costituire la fonte della continuità. Dove la legge lo consente, i dynasty trust possono durare a tempo indeterminato e i trust generation-skipping consentono al capitale di passare ai nipoti o oltre, riducendo la cascata fiscale lungo transizioni successive. Le clausole di protezione contro la dissipazione limitano la facoltà di un beneficiario di cedere o costituire in pegno la propria posizione, e proteggono gli attivi dai creditori di quel beneficiario o da sue decisioni personali imprudenti, pur provvedendo alle sue necessità. Un atto di trust ben redatto diventa il sistema operativo della famiglia, stabilendo i principi una volta per tutte, così che non debbano essere ridiscussi a ogni passaggio di consegne.

Le fondazioni di famiglia

Una fondazione di famiglia radica il patrimonio in un mandato caritatevole o filantropico formale, trasformandolo in un’istituzione duratura con una propria governance, un proprio personale professionale e una propria personalità giuridica. Per le famiglie che desiderano costruire un’eredità che vada oltre l’arricchimento personale, una fondazione istituisce un veicolo durevole per l’intento filantropico e crea un nucleo di coinvolgimento per i membri della famiglia lungo le generazioni. Secondo Ocorian (2024), il 73 per cento dei family office gestisce oggi attività filantropiche accanto alla gestione del patrimonio, il che colloca la filantropia familiare tra le infrastrutture di governance ormai date per scontate, anziché tra i complementi facoltativi. Una fondazione svolge anche una funzione formativa che rafforza il principio Prepare. Poiché consente alla generazione emergente di prendere decisioni autonome con somme significative in un contesto circoscritto e allineato ai valori, offre uno degli ambienti più sicuri per apprendere l’amministrazione del patrimonio nel mondo reale: valutare proposte, allocare capitale, gestire le dinamiche di un consiglio e affrontare disaccordi sulle priorità, il tutto senza mettere a repentaglio il capitale familiare principale. La governance che una fondazione richiede, un consiglio, un mandato chiaro, decisioni messe a verbale, riproduce in miniatura la governance che si chiede di adottare alla famiglia nel suo insieme, e offre ai membri più giovani una sede nella quale i valori della famiglia vengono enunciati e messi alla prova.

Le società d’investimento familiari e le strutture holding

Le società d’investimento familiari e le strutture holding fungono da involucri istituzionali per il capitale di lungo periodo. Una società d’investimento familiare detiene attivi, immobili, portafogli azionari e investimenti privati, e può reinvestire i proventi senza distribuirli, mantenendo il capitale all’interno della struttura familiare e riducendo la frammentazione che si produce quando ogni generazione deve decidere separatamente che cosa fare dei fondi ereditati. Una proprietà centralizzata consente di gestire il patrimonio della famiglia come un insieme coerente, con efficienza amministrativa e continuità di controllo attraverso le transizioni. Questi veicoli si prestano bene anche a un coinvolgimento graduato. Creando più categorie di azioni o di quote, una famiglia può offrire ai membri più giovani un’esposizione misurata alla proprietà e alla governance, ampliandone i diritti decisionali mentre si preparano ai ruoli di amministrazione. Un membro più giovane può iniziare con una partecipazione definita e un posto al tavolo prima di assumere la responsabilità degli attivi principali, costruendo il curriculum e la fiducia in sé sui quali il principio Prepare si fonda. In questo senso una struttura holding non è soltanto un involucro fiscalmente efficiente, ma un’impalcatura per la successione.

Scegliere tra le strutture

La scelta tra trust, fondazioni e veicoli d’investimento familiari non riguarda anzitutto la riduzione del carico fiscale, per quanto essa conti. Riguarda fondamentalmente la creazione di una continuità di finalità e di governance. Lo studio ventennale del Williams Group su 3.250 famiglie ha collocato le cause dominanti dell’insuccesso nella trasmissione del patrimonio all’interno del sistema familiare anziché nella pianificazione tecnica: il 60 per cento degli insuccessi deriva da una rottura della comunicazione e della fiducia in seno alla famiglia e il 25 per cento da eredi preparati in modo inadeguato, mentre soltanto una piccola quota risale a carenze giuridiche, fiscali o professionali (Williams Group, 2003). Una struttura fiscalmente ottimale che però non enunci i valori della famiglia, i diritti decisionali e le responsabilità di ciascuna generazione affronta la parte minore del problema e trascura la maggiore. Gli assetti più resilienti sono quindi quelli nei quali l’atto di trust, lo statuto della società holding o la costituzione della fondazione funzionano come un documento di governance vivo, riesaminato e aggiornato con cadenza regolare e letto insieme alla carta di famiglia e al consiglio di famiglia che lo animano. Una nota sulla giurisdizione. La disponibilità, gli effetti giuridici e il trattamento fiscale di trust, fondazioni e società d’investimento familiari variano in misura sostanziale da una giurisdizione all’altra e dipendono dalla residenza fiscale della famiglia, dal suo domicilio e dalla localizzazione dei suoi attivi. Le strutture dynasty e generation-skipping, le clausole di protezione contro la dissipazione e il riconoscimento di fondazioni e guardiani sono tutte materie di diritto locale. Questa sezione non deve essere considerata una consulenza legale o fiscale. Le famiglie sono tenute a consultare consulenti legali qualificati, pianificatori successori e professionisti fiscali nelle proprie giurisdizioni prima di istituire una qualsiasi delle strutture qui descritte. Si applicano integralmente le avvertenze legali riportate alla fine di questo libro bianco.
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